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DAZI ILLEGALI – Gli importatori dovrebbero valutare azioni immediate per tutelare il proprio diritto al rimborso

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Una recente decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti nel caso Learning Resources, Inc. v. Trump ha stabilito che i dazi imposti ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act (“IEEPA”) sono stati adottati in modo illegittimo. Tali misure hanno inciso su importazioni provenienti da numerosi partner commerciali degli Stati Uniti, tra cui Europa, Canada, Messico, Cina e altri Paesi.


A seguito di tale pronuncia, i dazi introdotti sulla base di questa normativa sono stati dichiarati illegali. Tuttavia, la Corte Suprema non ha definito una procedura specifica per l’ottenimento dei rimborsi, rimettendo tale questione alla U.S. Court of International Trade (“USCIT”). Rimane pertanto incerto come verrà concretamente strutturato il meccanismo di recupero dei dazi indebitamente pagati.


Nel frattempo, numerose aziende hanno già intrapreso azioni giudiziarie dinanzi alla USCIT al fine di preservare i propri diritti. Grandi importatori, tra cui società come FedEx, Costco, Revlon e L'Oréal, hanno promosso cause per ottenere il rimborso dei dazi versati in base alle misure successivamente dichiarate invalide, e migliaia di altre imprese hanno presentato azioni analoghe. Il 4 marzo 2026, il giudice Eaton della USCIT, pronunciandosi in uno di questi procedimenti, ha stabilito che il governo federale dovrà iniziare a rimborsare oltre 130 miliardi di dollari di dazi riscossi. Il governo degli Stati Uniti ha tuttavia già annunciato la propria intenzione di proporre appello.


Alla luce dell’elevata probabilità di un contenzioso in appello e delle possibili complessità amministrative e finanziarie legate all’attuazione dei rimborsi, riteniamo prudente che le imprese interessate valutino tempestivamente le iniziative necessarie per preservare il proprio diritto al rimborso. Attendere l’eventuale avvio automatico di procedure di restituzione potrebbe infatti esporre le aziende al rischio di perdere opportunità di recupero.


È inoltre importante considerare che le dichiarazioni doganali possono essere “liquidate” dopo un determinato periodo di tempo, circostanza che potrebbe creare ulteriori ostacoli procedurali al recupero dei dazi qualora non venga intrapresa alcuna azione entro i termini previsti.


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Il nostro studio segue con attenzione i continui sviluppi di questa vicenda e rimane a disposizione per assistere le imprese potenzialmente interessate, sia nella valutazione preliminare dell’idoneità al rimborso, sia nel supporto nelle procedure legali e amministrative eventualmente necessarie per il recupero delle somme. Si segnala che strategie e procedure potranno evolvere alla luce delle future decisioni delle corti e delle indicazioni delle autorità competenti. Per richieste di informazioni o approfondimenti sulla questione trattata nel presente articolo è possibile contattare antonio.valla@vallalaw.com e lisa.schachne@vallalaw.com.


Il presente articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza legale. Le informazioni qui contenute potrebbero non essere complete o aggiornate e non devono essere interpretate come indicazione di risultati futuri. La trasmissione del presente articolo non intende creare, né la sua ricezione costituisce, un rapporto avvocato-cliente tra l’autore e il lettore. Si raccomanda di non intraprendere alcuna azione sulla base delle informazioni qui contenute senza aver previamente richiesto il parere di un legale.

 
 
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